ISOLARSI
19 Giugno 2023

Da quasi tre mesi vivo nell’isola verde Salina, nelle Eolie, e conto di restarci per almeno altri tre.

È una stagione un po’ pazza, a causa dei cambiamenti climatici. Ad aprile ho battuto i denti dal freddo e acceso il camino, a maggio ha spesso diluviato, ora sembra che l’estate sia finalmente arrivata, insieme ai primi titubanti turisti. Questa’anno sono previste ondate di americani e australiani, niente meno!

Qui si vive in una dimensione diversa, il fatto di essere circondati dal mare fa sembrare tutto molto lontano. Leggo i giornali, so cosa succede nel mondo, ma sono echi remoti che restano sfocati. La vita di tutti i giorni è fatta di cose piccole, piccolissime. Il Comune di Malfa ha solo mille abitanti, ci sono pochissimi negozi, ci si conosce tutti. Al mattino quando vado ad aprire il mio Salina Mon Amour ci si saluta col vigile e col postino, col barista e con la sindaca che passa in macchina mentre va in Municipio. La natura è padrona e preponderante. Lei detta legge, e decide se si può partire oppure no. Quando c’è troppo mare o troppo vento gli aliscafi restano in porto. Si resta isolati, tocca aspettare. Ci si sente piccoli, in balia di fenomeni che non possiamo comandare. Si impara la pazienza, il fatalismo, la lentezza. 

Più vivo qui e meno ho voglia di tornare. È il mal d’isola, credo. 

E lo sguardo distaccato verso il mondo, questo mondo che non mi piace più tanto, che non siamo riusciti a cambiare come avremmo voluto, che va a rotoli, che forse non ci renderà tutti cattivi ma che non assomiglia affatto al mondo che avrei voluto abitare. Meglio restare in questo remoto angolo di mondo dove la vita sembra sospesa in un tempo indefinito, e dove le relazioni umane hanno ancora un buon sapore di autenticità.

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